"... un romanzo storico sull'epoca d'oro degli Sforza, vista però attraverso gli occhi delle donne della famiglia. Il viaggio nel tempo si trasforma così in un'appassionante indagine psicologica, ma anche in un affresco realistico della realtà italiana dell'epoca, nei cui intrighi e disegni politici le donne erano pedine usate per creare o rinsaldare alleanze. Nemmeno la figlia di un sovrano poteva opporsi ai progetti matrimoniali studiati per lei dai parenti..."
Cecilia Lulli, Il Giornale, 7 aprile 2007
"Alla fine del '400 il ruolo di nobildonna non è un granché invidiabile: prendi Ippolita Sforza, che deve accasarsi alla corte di Napoli. Dove l’attende una vita molto spericolata..." |
"L'eclissi non era un buon presagio per l’ingresso di una sposa nella sua
nuova casa... E in effetti sarebbe meglio non incominciare la vita
matrimoniale quando in cielo Sole e Luna si congiungono. Infatti il
destino di sposa di Ippolita Sforza non è certo dei migliori, come
racconta Laura Malinverni in questa attenta ricostruzione delle figure
femminili della grande casata milanese." | |
"Le vicende di Ippolita Sforza che da Milano si reca alla corte del Re di Napoli, sposa del figlio Alfonso d'Aragona. Un romanzo tutto al femminile che coinvolge le altre donne che regnavano accanto ai potenti dell'epoca. Una vicenda basata su una ricostruzione storica che racconta le donne di corte del Quattrocento..." |
"... È un libro dal contorno storico molto documentato e molto preciso, che permette di entrare nella vita di una delle Corti più splendide del Rinascimento, quale era quella di Milano nel Quattrocento… Vede come protagoniste le donne di quella Corte, da Bianca Maria Visconti a Ippolita, Drusiana e Caterina..." | |
"... Una figura raffinata, quella di Ippolita Sforza, disegnata davvero con abilità... Nelle descrizioni particolareggiate degli abiti, della quotidianità degli atteggiamenti e dei pensieri, l'autrice ci coinvolge e sollecita curiosità per gli intrecci con le diverse famiglie..." |
"... Un romanzo che si legge d'un fiato e con grande godimento..." |
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"Madri, figlie, sorelle, spose. Costrette dalla ragion di stato a matrimoni non desiderati, succubi e vittime consenzienti della volontà dei maschi della famiglia (padri o fratelli), rassegnate o decise alla vendetta con le sole armi che hanno a disposizione. Figure di donne eccezionali, che prendono vita attraverso le parole dell'autrice, fino a diventare straordinariamente vive e reali, quasi che fossero personaggi attuali, con i loro desideri, le loro aspirazioni, le ambizioni, le debolezze, le angosce e i dolori..." |
"Caterina Sforza, invece, figlia del Signore di Milano, andrà ad Imola e a Forlì e ne diverrà signora, mettendosi personalmente alla testa delle milizie per difendere i castelli del marito..." |